Autostima…o no?

 

 

Sappiamo tutti che l’autostima può essere alta o bassa, spesso però ci dimentichiamo che c’è anche una dimensione orizzontale: stabile o instabile.

Se mettiamo queste due dimensioni su due assi ecco che formiamo quattro quadranti

 

 

Nel quadrante n. 1 troviamo persone con un’autostima alta e stabile. Si tratta di persone che hanno una buona stima di sé, conoscono le proprie capacità e i propri limiti. Sanno che possono sbagliare e sbagliano, ma imparano dai propri errori. Si prendono le proprie responsabilità, ma sanno anche che non tutto dipende da loro. Le circostanze esistono, se qualcosa è andata male oggi, al momento opportuno si potrà riprovare, magari con maggior impegno.

Nel quadrante n. 2 ci sono persone con un’autostima bassa ma stabile; sono persone che sanno accontentarsi, sono felici di quello che la vita gli ha dato, non hanno “grilli per la testa” e possono trascorrere una vita serena e tranquilla.

Chi si trova nel 3° quadrante ha un’autostima alta ma instabile, nel senso che ogni tanto viene assalito da dei dubbi sul proprio valore ma li mette subito a tacere.

Per mantenere alta la sua autostima ricorre a una strategia: dimentica immediatamente gli errori fatti. Oggi ti dice ho sbagliato, ma domani avrà dimenticato tutto e darà la colpa a qualcun altro, mentre si prende il merito del lavoro altrui con molta naturalezza. Il prezzo che paga però è altissimo, non ricordando i propri errori non può imparare da essi.

Sono  persone che ripetono gli stessi errori giorno dopo giorno, anno dopo anno. E non se ne accorgono neanche!

Infine il quadrante n. 4 dove troviamo persone con un’autostima bassa ma che in fondo non ne sono proprio convinte, perché si riconoscono delle qualità, soltanto non riescono a esprimerle.

In questa epoca il quadrante 4 è molto affollato, ci sono persone che hanno delle ambizioni, provano a realizzarle ma falliscono. Cresce la sfiducia in sé stessi ma l’ambizione cova sotto la cenere, allora riprovano ma hanno provato la sconfitta e non sono stati capaci di trarne insegnamento, quindi falliscono di nuovo. Spesso si aspettano il fallimento e si sabotano da soli con azioni poco funzionali come impegnarsi di meno man mano che si avvicina la meta o arrendersi all’ultimo minuto.

Questa è una situazione di grande sofferenza, la più difficile da sostenere, non c’è traccia della serenità del  quadrante 1, né la spensieratezza incosciente del quadrante 3.

E’ evidente che qualsiasi percorso si voglia intraprendere per alzare l’autostima, dovrà prevedere piccoli passi in “diagonale”, per portarla si verso l’alto, ma anche verso la stabilità.

 

 

 

 

 

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