Mi permetto di piacermi così come sono

Ma guarda quella come si veste, ma come si è conciata i capelli, come cammina, ma chi si crede di essere?  Questi sono i commenti che le donne temono di sentire alle loro spalle

Le donne sono educate al conformismo è vengono giudicate per lo più sull’esteriorità.

Prendiamo ad esempio delle campionesse di qualche sport che non sia legato alla danza o ad altre attività “aggraziate”.  Possono  aver  vinto tutto il possibile nel loro sport, guadagnato cifre altissime e i commenti che sentiremo più spesso saranno  – ma guarda che cosce, guarda che braccia sembra un omaccione.

In due parole tutto l’impegno,  le rinunce, la fatica di anni vengono svalutati, in un attimo è come se tutto quello che hanno ottenuto non contasse nulla.

Quale autorità oggi ci impone di adeguarci a un certo modello? Chi ha deciso come dobbiamo essere, come dobbiamo parlare, come dobbiamo ridere?

Le riviste femminile impongono un modello di donna giovanissima sempre più alta e più magra, impossibile da raggiungere.

E’ passato il tempo in cui i vestiti mascheravano i difetti che ogni essere umano ha. Oggi sono le donne che devono adattarsi al vestito. Le case di moda non fanno neanche abiti oltre una certa taglia. Per raggiungere la perfezione abbiamo a disposizione palestre, integratori, creme antitutto, fino alla chirurgia. E se non funziona possiamo consolarci con maxi gelati, cioccolato, dolci vari… e ricominciare da capo!

Tutto un sistema economico campa sul sentimento di inadeguatezza  delle donne e non solo, visto la sempre maggiore importanza che ha l’immagine anche per gli uomini.

Ma dobbiamo per forza adattarci a dei modelli imposti?

Tutto ha un prezzo, dobbiamo soltanto decidere quale siamo disposti a pagare, adattarsi ha il suo prezzo, fare di testa propria anche.

Dimagrire comporta fatica e rinunce, restare cicciottelli significa non entrare più in quel vestito che ci piaceva tanto (o un po’ di fiatone quando facciamo le scale)!

Se diciamo quello che pensiamo corriamo il rischio di essere attaccati, se non lo diciamo, rinunciamo ad  esprimerci e nessuno si accorgerà di noi.

Cosa preferiamo, eliminare ogni fantasia, ogni creatività dalla nostra vita o essere criticati per le nostre scelte?

Non c’è niente di giusto o sbagliato, in alcuni campi possiamo conformarci, in altri possiamo scegliere diversamente se lo riteniamo opportuno.

Ma solo io posso decidere cosa è meglio per me.

Io posso darmi il permesso di piacermi così come sono.

Con questo atto di responsabilità liberiamo le energie che stavamo sprecando e possiamo quindi cominciare un percorso di crescita.

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