Perché dimentichiamo il pupo in auto

Quando arriva il gran caldo, talvolta ci arriva anche la notizia terribile di bambini piccoli dimenticati in auto sotto il sole, da genitori che sono andati al lavoro.

L’impressione è sempre forte, ci  chiediamo che tipo è il genitore in questione, è distratto, è stanco oppure è semplicemente un cattivo genitore.

Non è questione di essere buoni o cattivi, intelligenti o stupidi. E’ che siamo fatti così.

Riteniamo di essere coscienti, razionali, di decidere in base a dei ragionamenti, in realtà per la maggior parte del tempo agiamo in modo automatico. Tutti.

Vi è capitato di cambiare casa o lavoro? Può succedere nei giorni seguenti di imboccare la strada vecchia e senza che ce ne accorgiamo ci ritroviamo nella vecchia casa, stupiti di come siamo arrivati lì.

 Il nostro corpo ha fatto quello che era abituato a fare. Non ha ancora imparato la nuova routine.

Il pensiero automatico (o sistema 1 come lo definisce Kahneman) ci semplifica la vita, ci permette di risparmiare energia,  ed essere così, più concentrati, efficienti e competenti nei compiti che richiedono attenzione, mentre un’altra parte di noi esegue i compiti di routine.

Abbiamo una quantità limitata di attenzione, quando ci concentriamo diventiamo ciechi e sordi eppure nello stesso tempo siamo in grado di guidare la macchina.

C’è un prezzo da pagare però.

 A volte non ci accorgiamo che abbiamo superato l’incrocio dove avremmo dovuto svoltare

Quando arriviamo a destinazione facciamo le nostre solite azioni di ogni giorno, non sappiamo neanche che abbiamo saltato una tappa. E non ci guardiamo indietro!

Possiamo prevenire queste tragedie. Possiamo prendere l’abitudine di mettere nel vano posteriore dell’auto la borsetta, il cellulare o qualsiasi cosa importante che ci farebbe tornare indietro nel caso la dimenticassimo.

 Rendiamo automatico guardare il sedile posteriore dell’auto.

 

 

3 thoughts on “Perché dimentichiamo il pupo in auto

Lascia un commento