Oso … o non oso?

Quante volte ci blocchiamo di fronte a desideri banali e rinunciamo senza neanche sapere bene perché!

Ho voglia di andare al cinema, ma nessuno viene con me; ci vado da sola o rinuncio?

Ho voglia di fare una passeggiata, ma in casa c’è sempre da fare. C’è una mostra che mi interessa in una città neanche tanto lontana, ma stare tanto tempo via da casa? Una volta mi piaceva leggere, ma adesso, chi ha più tempo.

 

Come mai è così difficile trovare un po’ di tempo per noi, solo per noi?

Se è per lavoro è un conto, il tempo si trova, se è per noi sono solo tempo o soldi sprecati.

 

Chi, che cosa ce lo impedisce? Spesso proprio nessuno, siamo noi stesse che ci censuriamo e rinunciamo.

 

Quando  poi in un momento di rabbia sbottiamo “Io per te ho rinunciato a …” l’immancabile risposta sarà: “E chi te lo ha chiesto?”

 

Già, chi ce lo ha chiesto? Noi stesse, soltanto noi.

C’è una vocetta interiore che ci impedisce di prenderci piccole soddisfazioni e perciò ci fa vivere nello scontento e nella rinuncia. Una vocetta fastidiosa che viene da lontano, ci giudica, ridicolizza i nostri bisogni, minimizza le nostre conquiste.

 

Eppure sappiamo bene che non avremo nessun premio per queste rinunce, nessuno ci dirà brava. Nessuno neanche se ne accorgerà!

E non diventiamo migliori, anzi … piuttosto saremo più lamentose, perché ci aspettiamo che anche chi ci sta vicino faccia delle rinunce. E ci indispettiamo se non le fa. Ed ecco che siamo noiose e insoddisfatte.

 

Ci aspettiamo che gli altri capiscano le nostre necessità senza bisogno di esprimerle chiaramente, come se gli altri potessero leggerci direttamente nel pensiero.

E così il tempo passa, di rinuncia in rinuncia la nostra vita è diventata più povera di quello che avrebbe potuto essere.

 

Poiché non è il denaro che fa ricca la vita, ma le esperienze che viviamo, le amicizie, i piccoli regali che ci facciamo quotidianamente.

2 thoughts on “Oso … o non oso?

Lascia un commento