CHI HA PAURA DELLE FIABE?

Già da prima che imperasse il politicamente corretto i genitori avevano smesso di raccontare le fiabe tradizionali ai loro bambini. Nel 1976 Bruno Bettelheim scriveva ne “Il mondo incantato”, di come molti genitori vogliono far vedere ai loro figli solo la parte positiva della vita, pensando così di preservarli dal male. Ma in questo modo quello che ottengono è ragazzi che sono del tutto impreparati ad affrontarlo.

Si evita di raccontare fiabe “truculente” dove alla fine il lupo o la strega vengono uccisi ma si lasciano tranquillamente i figli davanti al telegiornale dove sentono tutte le sere fatti di cronaca, o gli si permette di vedere film spaventosi o di giocare qualsiasi videogioco.

Curiosamente le fiabe sono state via via abbandonate man mano che Jung e altri studiosi hanno cominciato a svelarne i significati nascosti. A rivelare che dietro alla matrigna il bambino vede la mamma quando non lo accontenta, che si sente una cenerentola quando i genitori cominciano a fare le prime richieste, che a volte vede il papà come un orco.

I personaggi di una fiaba non sono ambigui come succede nella realtà dove tutti noi abbiamo aspetti buoni e cattivi, ma sono o infinitamente buoni o infinitamente cattivi, o stupidi o intelligenti, o pigri o laboriosi.

I bambini hanno bisogno di distinguere cos’è bianco e cosa è nero , cosa è buono e cosa è cattivo.

Ci sarà tempo, durante l’adolescenza per scoprire le sfumature, per distinguere e capire, prima, finché si è piccoli, c’è bisogno di semplicità e chiarezza.

Oggi troviamo libri per bambini dove vengono  rivalutati i lupi che diventano “amici” come dice una pubblicità attuale. Si vuole insegnare ai bambini che tutti sono buoni e che i cattivi non esistono.

E’ sicuramente vero che in ognuno di noi, anche il più malvagio, c’è una parte buona. E’ vero che non si nasce cattivi e ci sono circostanze della vita che ci possono indirizzare verso una strada o l’altra, tuttavia i bambini hanno bisogno di trovare una guida per orientarsi nel mondo.

Nei personaggi della fiaba possono trovare i loro stessi sentimenti, la loro stessa rabbia per un’ingiustizia, la loro paura per mostri immaginari o reali, la tristezza per la morte di una persona cara o anche di un animaletto. Questa è la vita,  una serie di ostacoli da superare, ma chi ha coraggio e accetta la sfida può farcela.

Nella fiaba il male è sempre presentato insieme al bene, alla fine però è l’eroe buono che trionfa, ed è per ciò che il bambino di identifica con lui, perché è più simpatico e perché vince. Per questo motivo sono sempre pericolosi i racconti dove a vincere è il malvagio.

Le fiabe danno un nome ai mostri che popolano i sogni e danno gli strumenti per batterli, perché ogni bambino sa che anche se l’eroe è un bambino piccolo, il fratello più giovane o più sciocco, troverà il modo per batterli e alla fine sarà lui il vincitore.

 

           

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