Il costo delle lamentele

Le cose non vanno sempre come vorremmo, non tutto funziona … o forse è più giusto dire che c’è sempre qualcosa che non va, qualche intoppo. A questo punto è normale lamentarsi, chi non lo fa?

Lamentarci ci porta un immediato sollievo, ci sentiamo meglio dopo, ma a quale prezzo?

Tanti anni fa ho sentito un proverbio spagnolo che mi ha subito molto colpito:

Prendi quello che vuoi e pagalo, disse Dio”

Allora ero molto giovane e l’ho interpretato nel senso che tutto ha un costo, che tu faccia o non faccia che tu scelga o non scelga, dovrai comunque pagarne le conseguenze.

Questo proverbio però ha anche un altro significato

Se sai che per ottenere qualche cosa dovrai pagare un prezzo, allora pagalo e non lamentarti.

Non ci lamentiamo se andiamo in pizzeria e alla fine ci portano il conto, sappiamo che funziona così.

Ecco, se pensiamo ai contrattempi, le noie che ci accadono, come prezzi da pagare per ottenere quello che vogliamo allora la prospettiva cambia.

Nelle fiabe c’è sempre una prescrizione, qualcosa che l’eroe o l’eroina devono fare. Può essere procurare qualche oggetto impossibile, oppure svuotare delle vasche con un cucchiaio bucato o separare un mucchi di semi diversi in mucchietti uniformi. Compiti inutili, che non hanno niente a che vedere con i desideri del protagonista. L’eroe che porta a termine queste prescrizioni però alla fine viene premiato.

Se sei di fretta e trovi una coda che non finisce più, se devi uscire e ti macchi il vestito, se non riesci a trovare un oggetto, o qualsiasi cosa che può succedere quando hai qualcosa di importante da fare … puoi considerarlo il prezzo da pagare! E andare avanti

La lamentela ha un costo, aggiunge disagio al disagio, ti porta via energia che poi non puoi utilizzare per perseguire quello che è importante per te.

Ti lascia senza forze, e soprattutto ti fa circondare da persone abituate a lamentarsi come te e ti incoraggiano nella lamentela, mentre quelle più positive si allontaneranno.

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