Giovani di oggi e di ieri

 

“I giovani pensano che i vecchi siano sciocchi, ma i vecchi sanno che i giovani sono sciocchi.”

Avrò avuto vent’anni quando ho letto questa frase in un romanzo di Agatha Christie, mi ha subito colpita, e anche irritata, cosa significava? Cosa voleva dire quel personaggio con questa frase? Cosa voleva dire la Christie? Chi si credeva di essere?

Man mano che passavano gli anni questa affermazione mi è sembrata sempre più vera. Molte opinioni del mio passato prossimo non tenevano conto di aspetti più generali, molti ragionamenti filavano, si, ma si basavano su premesse ingenue, e su poca conoscenza del mondo. E ho cominciato a capire la differenza tra credere e sapere.

Oggi i vecchi sembrano intimiditi dai giovani, pensano che il loro sapere non serva più a niente, vedono i nipotini abili in cose che loro non capiscono e non sanno fare, ma sono saperi effimeri, di un mondo che cambia continuamente. Saper utilizzare un apparecchio che tra qualche anno non esisterà neanche più non è poi tutta sta grande competenza!

La saggezza che si matura con il tempo, l’esperienza e la riflessione, quella non è effimera.

Sembra che gli anziani di oggi non siano in grado di trasmettere la propria esperienza ai nipoti, questi non ascoltano e i vecchi pensano di non aver autorevolezza e di essere inutili.

Anche noi ascoltavamo i vecchi con compiacenza, forse eravamo un po’ più educati, nascondevamo meglio la condiscendenza, ma anche noi pensavamo di sapere tutto, e che oggi sono altri tempi… e le cose non vanno più così … e che quelli prima di noi erano tutti stupidi.

Ma gli esseri umani sono sempre uguali, le nostre emozioni non sono diverse da quelle dei nostri antenati vestiti di pelli di animali.

Tutti proviamo paura, rabbia, tristezza, tutti abbiamo bisogno di essere amati, rispettati e riconosciuti.

Anche i giovani ne hanno bisogno, hanno bisogno di essere ascoltati, presi sul serio. Le loro opinioni, ancora neonate, di chi è salito su un mucchietto di terra e crede di aver scalato una montagna, le dobbiamo prima accogliere per poterle poi discutere con la nostre esperienza appena un po’ più grande della loro.

Altrimenti resta un dialogo tra sordi.

Gli adulti, gli anziani hanno il compito di guidare i giovani, di insegnare loro ad avere rispetto di se stessi e degli altri, di lottare per quello che credono. Hanno il compito di fargli capire che niente di ciò che hanno è per sempre, ciò che i vecchi hanno ottenuto con le loro battaglie può essere perso per indifferenza, incuria, pigrizia o anche per scoraggiamento.

Tutti noi abbiamo il compito di insegnare ai giovani ciò che è importante, che resta, che non passa di moda. Alla fine sono gli adulti che hanno abdicato ai propri compiti, i ragazzi fanno il loro mestiere.

2 thoughts on “Giovani di oggi e di ieri

Lascia un commento